Il Giardino delle Esperidi e la Dracena Millenaria

Il mito greco narra che anticamente le Isole Canarie ospitavano il Giardino delle Esperidi. Le Esperidi erano le ninfee figlie del titano Atlante, guardiane del meraviglioso giardino posto all’estremo occidente dei confini del mondo conosciuto. Se il compito del padre era quello di sostenere la volta celeste, le Esperidi, affiancate dal drago Ladón dalle cento teste, dovevano sorvegliare il magnifico albero di mele d’oro, donato a Hera da Gea, la dea Terra, in occasione delle nozze con Zeus.

Proprio quelle mele, dette anche pomi d’oro, diventarono secondo la leggenda, oggetto di conquista da parte di Ercole per portare a termine la sua undicesima fatica. Eracle doveva scoprire dove di trovasse il giardino e impossessarsi di tre pomi d’oro. Giunto a destinazione si offrì con astuzia di prendere il posto di Atlante e reggere il peso del cielo sulle sue spalle, a patto che quest’ultimo si fosse recato nel giardino delle Esperidi a raccogliere i pomi d’oro al suo posto. Una volta tornato, Atlante confessò a Ercole di voler liberarsi dalla sua prigionia, non aveva più intenzione di tornare a sostenere il cielo, ma il semi-Dio con uno stratagemma riuscì a scappare compiendo la sua penultima fatica.

Le Esperidi e il drago furono puniti da Zeus per la loro mancanza, le prime trasformate rispettivamente in salice, pioppo e olmo, mentre il drago trasformato in una costellazione.

A Tenerife, tutt’oggi, è ancora possibile ammirare alcune delle piante che sarebbero nate proprio dalle gocce di sangue versate dalla bestia. Si tratta di dracene, anche chiamate comunemente alberi del drago, perché l’intrecciarsi dei loro rami ricorda le cento teste del drago e la loro linfa è di un colore rosso sangue. La più famosa dell’isola, dichiarata monumento nazionale, è la Dracena Millenaria di Icod del los Vinos.

Fenici, Greci e Romani restarono affascinati da queste terre al di là delle Colonne d’Ercole. Plinio il vecchio e Tolomeo le chiamavano già “Isole Fortunate”. Tenerife, in particolare, lo è senza dubbio: i suoi diversi microclimi, i bellissimi e variegati panorami, la sua gente così accogliente, la rendono un’isola sospesa tra mito e realtà dal grande fascino.

 

 

 

 

 

 

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